CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA

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Iniziative sui Diritti dell'Uomo

La prima iniziativa del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma nei riguardi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è dimostrata dall’atto di intervento dello stesso Consiglio dell’Ordine nel processo che si è celebrato a Strasburgo nel giugno 1983 sul caso Goddi contro Italia (vedi sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, 9.4.1984); si trattava del tema della difesa d’ufficio nel processo penale. Anche se tale intervento fu ritenuto tardivo dalla Corte e, quindi, inammissibile, esso rappresentò comunque un segnale politico del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma teso a dimostrare l’attenzione dell’Avvocatura italiana nei riguardi della tutela dei Diritti dell’Uomo.

Nel 1984 il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, avv. Giuseppe Valensise, istituì una commissione di studio sui Diritti dell'Uomo chiamando il Prof. Claudio Zanghì a prestare la sua consulenza scientifica, al fine di formare in seno all’Ordine Forense una classe di avvocati esperti in tale materia.

Un secondo atto di intervento del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma fu presentato nel processo che si è celebrato a Strasburgo nel novembre 1986 sul caso Capuano contro Italia (vedi sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, 25.6.1987); si trattava della prima causa in tema di eccessiva durata dei processi civili in Italia all’esame della Corte di Strasburgo.

L’esigenza dell’intervento era data dalla necessità di contrastare la tesi difensiva del Governo italiano secondo cui la eccessiva durata dei processi civili era imputabile alle parti litiganti e, quindi, agli avvocati.

La Corte di Strasburgo condannò il Governo italiano affermando il principio che il giudice nazionale non poteva restare passivo, neppure di fronte alle tattiche dilatorie delle parti litiganti e quella storica sentenza ha fissato i criteri per le successive numerosissime condanne del Governo italiano in tema di lentezza dei processi in Italia.

Nel giugno 1986 il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma ha favorito la costituzione della Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell'Uomo con lo scopo di far conoscere alle Associazioni culturali e sindacali degli Avvocati e dei Magistrati gli strumenti di tutela dei Diritti dell'Uomo, garantiti da norme internazionali.

Il Consiglio dell’Ordine non solo ha consentito altresì alla Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell'Uomo di avere la propria sede presso il Consiglio dell’Ordine, ma anche di poter stampare sulla rivista Temi Romana del Consiglio dell’Ordine nell’anno 1987 un fascicolo di ben 500 pagine, tutte dedicate alla illustrazione delle norme di procedura per presentare i ricorsi individuali alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo. Tale opera editoriale, curata dalla Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell'Uomo, rappresenta il primo manuale italiano in materia avente un taglio didattico e soprattutto pratico. Gli Autori di detta opera sono stati l’odierno Cancelliere della Corte di Strasburgo dott. Michele de Salvia, il prof. Claudio Zanghì, l’avv. Carlo Martuccelli, il prof. avv. Augusto Sinagra, il prof. avv. Giorgio Recchia, l’avv. Maurizio de Stefano, oltre al compianto Cancelliere della Corte di Strasburgo, Marc André Eissen.

Questo libro ha avuto ampia diffusione ed ha sicuramente contribuito ad insegnare agli avvocati italiani la strada per Strasburgo.

Nel maggio 1998 il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, di concerto con le Associazioni aderenti alla Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell'Uomo, ha organizzato il convegno sulla "Nuova Corte Europea dei Diritti dell’Uomo" con lo scopo di illustrare la riforma di cui al Protocollo n. 11 ed in tale occasione ha conferito il premio alla migliore tesi di laurea sui Diritti dell’Uomo.

Si sottolinea quest’ultima iniziativa al fine di lanciare un segnale al mondo accademico e cioè che la tutela dei Diritti dell’Uomo deve iniziare dai banchi dell’università. Non è più tollerabile che i Professori all’Università non insegnino le norme sostanziali (presenti in tutte le discipline) e soprattutto le regole di procedura davanti ad una Corte internazionale. Il giovane avvocato apprende la sua professione dietro l’esempio dei suoi "maestri", primi fra tutti i professori universitari.

Il prossimo premio per la migliore tesi di laurea sui Diritti dell’Uomo sarà attribuito in Roma, Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour, il giorno 4 novembre 2.000, in occasione delle celebrazioni del cinquantenario della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo ed a tale concorso possono partecipare coloro che abbiano conseguito la laurea in Giurisprudenza e/o Scienze Politiche, nel periodo dal giugno 1998 al luglio 2000.

   
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