Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana (O.U.A.) 28-Novembre-2002 (ore 15) Roma, Hotel Minerva (piazza della Minerva).  Gli avvocati si rivolgono all'Europa.  Controrapporto OUA sull’irragionevole durata dei processi . Meno risorse in Finanziaria, dati “truccati”, polemiche strumentali, nessun progetto organico di riforma Sulla Giustizia; la classe politica italiana non è credibile .

   

Riformare la Giustizia

Gli avvocati si rivolgono all'Europa

Controrapporto Oua
sull'irragionevole durata dei processi

Roma, 28 novembre 2002
Hotel Minerva - ore 15

 

 

 

 
ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA
 

 

Riformare la Giustizia

Gli avvocati si rivolgono all’Europa


Controrapporto Oua
sull’irragionevole durata dei processi




 

 



Roma, 28 novembre 2002
Hotel Minerva – ore 15

 

La legge Finanziaria, approvata alla Camera, è l’ultima dimostrazione che la Giustizia non è una priorità di questo Governo e di questo Parlamento. Le risorse sulla Giustizia, infatti, sono diminuite. A costo zero, o peggio, riducendo gli stanziamenti, è impossibile attuare un serio programma di riforme. Questa classe politica, sulla giustizia, non appare più credibile. Governo e maggioranza, senza alcuna strategia, si sono concentrati su provvedimenti marginali e del tutto inadeguati a produrre una significativa inversione di tendenza sui tempi e la qualità della giurisdizione. L’opposizione, d’altra parte, non ha perso occasione per usare strumentalmente la giustizia come pretesto nella speranza di vedere soccombere il Governo, o almeno per fargli pagare un prezzo. In mezzo ci sono gli interessi dei cittadini: ignorati e sacrificati. I pochi progetti realmente riformatori,che pure ci sono in entrambi gli schieramenti,vengono lasciati ai margini del dibattito senza alcuna reale prospettiva di realizzazione. Da questa constatazione nasce la decisione dell’Oua di rivolgersi direttamente agli organismi europei che da tempo monitorano e condannano il nostro Paese. Nella speranza che una più rigorosa opera di censura europea costringa le forze politiche ad una seria politica riformatrice, che rimuova le cause delle nostre condanne a Strasburgo, piuttosto che ricorrere a discutibili artifici statistici. Il primo atto sarà la consegna al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa un controrapporto sui “dati” della giustizia in Italia. Anche quest’anno, infatti, le statistiche ufficiali sui tempi della giustizia in Italia rivelano contraddizioni e lacune. Ancora una volta si punta ad accreditare un miglioramento della situazione che non ha riscontro nella realtà. L’Oua, senza alcuna volontà di intraprendere una competizione impossibile con i rilevatori ufficiali, intende utilizzare i dati disponibili per dimostrare la loro inaffidabilità. Basta poco: una lettura attenta ed un minimo di verifica sul campo sono sufficienti a confutare verità troppo fragili per sfuggire al controllo severo degli organi europei. I dati, la conoscenza effettiva della realtà sono un presupposto essenziale, ma di certo non l’unico, perché l’auspicato percorso riformatore possa andare a buon fine. Purché non si trucchino le carte. L’Oua ha anche preso contatti con la Commissione europea per l’efficacia della giustizia (Cepej), organismo del Consiglio d’Europa incaricato di «migliorare l’efficacia ed il funzionamento del sistema giudiziario degli Stati membri», per svolgere nel nostro paese funzioni di osservatore (ai sensi dell’articolo 6 dello Statuto Cepej)

 
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