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Roma, 18 febbraio 2005, approvazione di un decreto-legge riguardante disposizioni urgenti in materia di impugnazione delle sentenze contumaciali e dei decreti di condanna |
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su proposta del Presidente del Consiglio, Berlusconi, e del Ministro della giustizia, Castelli: Il Consiglio dei Ministri n.195 del 18 febbraio 2005 ha approvato - un decreto-legge che, a seguito di una sentenza recentemente pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo (sentenza 10 novembre 2004, nella causa Sejdovic c. Italia che ha ritenuto insufficiente il sistema di garanzie in favore del contumace vigente in Italia), apporta alcune modifiche all’ordinamento processuale penale in materia di impugnazione delle sentenze contumaciali e dei decreti di condanna, tese a garantirla nei casi in cui le persone condannate non siano state informate in modo effettivo dell’esistenza di un procedimento a loro carico; il provvedimento adegua inoltre il nuovo regime dell’impugnazione tardiva dei provvedimenti contumaciali al principio di ragionevole durata dei processi, introducendo nuove disposizioni in materia di notificazione.
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Strasburgo) sentenza del 10 novembre
2004, CASO SEJDOVIC c. Italia (ricorso no 56581/00).
Violazione dell’articolo 6 (equo processo) della Convenzione europea dei
Diritti dell’Uomo, per una condanna penale in contumacia. Danno morale,
nulla, essendo sufficiente l’accertamento della violazione e per le spese
processuali 6.000 euro. Ma l’Italia deve riformare la sua legislazione in
tema di processo penale in contumacia poiché la violazione constatata deriva
da un problema strutturale. (traduzione non ufficiale della massima a cura
dell’avv. Maurizio de Stefano)
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