Consulta per la Giustizia europea dei diritti dell'Uomo

 

La Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell'Uomo si è costituita il 13 giugno 1986, con lo scopo di far conoscere alle Associazioni culturali e sindacali degli Avvocati e dei Magistrati gli strumenti di tutela dei Diritti dell'Uomo, garantiti da norme internazionali: 
in particolare le norme di procedura per presentare i ricorsi individuali alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, al fine di denunciare le violazioni alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, eventualmente commesse dallo Stato italiano.
La Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell'Uomo ha sede in Italia, (00193) Roma, Piazza Cavour, Palazzo di Giustizia, presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.
 Hanno aderito alla Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell'Uomo 24 ASSOCIAZIONI tra le più rappresentative del mondo forense e giudiziario.

 

 ELENCO DELLE ASSOCIAZIONI ADERENTI ALLA CONSULTA  

  • ASSOCIAZIONE GIURISTE ITALIANE (A.G.I.) 
  • SOCIETA'  ITALIANA DEGLI AVVOCATI  AMMINISTRATIVISTI
  • CAMERA NAZIONALE AVVOCATI PER LA FAMIGLIA E I MINORENNI (CamMiNo)
  • UNIONE ITALIANA FORENSE (U.I.F)
  • COMITATI DI AZIONE PER LA GIUSTIZIA
  • ASSOCIAZIONE GIURISTI DEMOCRATICI DI ROMA
  • I.Re.S.P.A. ISTITUTO REGIONALE DI STUDI SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
  • CAMERA AVVOCATI IMMIGRAZIONISTI di Roma

 

 

Gli organi della Consulta per la Giustizia Europea dei Diritti dell'Uomo sono:

l'ASSEMBLEA DEI SOCI, l'ESECUTIVO, il SEGRETARIO, il COLLEGIO DEI PROBIVIRI
il SEGRETARIO ha la rappresentanza verso i terzi.

COMPOSIZIONE ORGANI SOCIALI

Organi attualmente in carica

Composizioni Organi storici

in evidenza:

 

Camera civile di ROMA

GIORNATE DI APPROFONDIMENTO SUI TEMI DEL DIRITTO EUROPEO“, 

(BRUXELLES, 17-20 MAGGIO 2019),

 

 

 

http://www.cameracivileroma.com/2019/04/10/trasferta-a-bruxelles-17-20-maggio-2019/  

Per partecipare, CLICCARE QUI

https://docs.google.com/forms/d/1qoI95DvSDZxGEcACWkMG5tgP5TpuRsq12IkhOmoIWTQ/viewform?edit_requested=true

Programma e informazioni, CLICCARE QUI

http://www.cameracivileroma.com/wp-content/uploads/2019/03/190330-CCR-BRUXELLES-circolare-.pdf


 

Il Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: Guido Raimondi

Il Consiglio d’Europa quest’anno celebra il suo settantesimo anniversario dalla firma del trattato istitutivo,  ma se il cinque maggio 1949 a Londra erano solo dieci gli Stati fondatori del   Consiglio  d’Europa (tra cui l’Italia), ormai a decorrere dal 2007 sono diventati ben quarantasette gli Stati membri e tutti sono sottoposti al controllo giurisdizionale dei quarantasette giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel caso di violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo del 1950 e dei Protocolli aggiuntivi. Pertanto, in questi ultimi anni, il ruolo del Presidente  della Corte Europea è diventato arduo e di enorme responsabilità perché egli deve garantire la continuità della giurisprudenza della Corte, ma anche la sua evoluzione e l’adattamento alle mutevoli realtà storiche e politiche. Le turbolenze in Europa sono comprovate dal colpo di stato in Turchia del 2016 e infine dall’occupazione  della Crimea da parte della Federazione Russa.

Lunedì 29 aprile 2019, a Strasburgo nel Palazzo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, presso il Consiglio d’Europa, si è tenuta una speciale cerimonia: la consegna del “liber amicorum” contenente gli scritti in onore del Presidente  della stessa Corte Europea, l’italiano Guido Raimondi al termine del suo mandato presso la Corte.

Prima di lui avevano ricoperto la carica di Presidente  della Corte Europea a decorrere dal 1959,  l’inglese Arnold Duncan McNair, il francese René Cassin, il belga Henri Rolin, l’inglese Humphrey Waldock, l’italiano Giorgio Balladore Pallieri, l’olandese Gérard J. Wiarda, il norvegese Rolv Ryssdal, il tedesco Rudolf Bernhardt, lo svizzero  Luzius Wildhaber, il francese Jean Paul Costa, l’inglese Nicolas Bratza e il lussemburghese Dean Spielmann.    

Il nostro Guido Raimondi ha ricoperto tale carica con successo, come confermato dalle personalità di tutti gli Stati europei che hanno contribuito alla scrittura del  “liber amicorum”.  Tra gli Autori, si segnalano gli italiani: Ida Caracciolo, Daniela Cardamone, Marta Cartabia, Giuseppe Casale, Giuseppe Cataldi, Roberto Giovanni Conti, Massino Iovane, Anton Giulio Lana, Giorgio Lattanzi, Nicola Lettieri, Giovanni Mammone, Paolo Mengozzi, Bruno Nascimbene, Alessandro Pajno, Ezio Perillo, Valeria Piccone, Lucia Serena Rossi, Rosario Sapienza, Silvana Sciarra, Antonio Tizzano, Franco Vigano, Paola Accardo, Maurizio de Stefano, Riccardo Fuzio e Elisabetta Zamparutti.

Nel corso della cerimonia, il nuovo Presidente della Corte, il greco Linos Alexander Sicilianos, ha messo in luce non solo la professionalità di Guido Raimondi, ma anche la sua capacità di armonizzare le diverse anime e sensibilità dei quarantasette giudici della Corte Europea e finanche la cura dei rapporti internazionali con le più alte giurisdizioni dei singoli Stati membri del Consiglio d’Europa.

 

Il  Consiglio  dell’Ordine degli Avvocati di Roma  ha voluto trasmettere al Presidente  Raimondi una targa d’onore e di merito quale riconoscimento della sua opera, attribuendogli il titolo di  “Costruttore dei Diritti Umani”.  Ha provveduto alla consegna di questa targa, in rappresentanza del Presidente Antonino Galletti, l’avvocato Maurizio de Stefano del foro di Roma, il quale, già in passato nel 1986, aveva rappresentato lo stesso  Consiglio  dell’Ordine degli Avvocati di Roma quale terzo intervenuto nel processo davanti alla Corte Europea riguardante  la durata non ragionevole di un processo civile in Italia (sentenza 25 giugno 1987, caso Capuano c. Italia, n. 7/1986/105/153).